Vigili del Fuoco

Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco (in acronimo CNVVF ed abbreviato VV.F.) è un corpo civile della Repubblica italiana, dipendente dal Ministero dell'interno.

Costituisce estensione operativa e amministrativa del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del predetto ministero, per mezzo del quale vengono espletati i compiti istituzionali previsti dalla legge. Fa anche parte del servizio nazionale di protezione civile.

Oltre al contrasto e prevenzione degli incendi, ha diverse funzioni, come ricerca e soccorso, difesa civile e in alcuni casi anche di polizia amministrativa e di polizia giudiziaria,[1] e si occupa della formazione dei vigili del fuoco aziendali.

I vigili

Ai sensi del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 il personale operativo è oggi articolato in due categorie: permanente e volontario:

« Il personale del Corpo nazionale si distingue in permanente e volontario. Il rapporto d'impiego del personale permanente è disciplinato in regime di diritto pubblico, secondo le disposizioni previste nei decreti legislativi emanati ai sensi dell'articolo 2 della legge 30 settembre 2004, n. 252. Il personale volontario non è legato da un rapporto d'impiego all'Amministrazione ed è iscritto in appositi elenchi istituiti presso i comandi provinciali dei vigili del fuoco ... ed è chiamato a prestare servizio secondo quanto previsto nella sezione II del presente capo. »

(Art. 6 comma 1 d.lgs 8 marzo 2006, n. 139.)

I vigili sono delle seguenti tipologie:

VVA - vigili volontari ausiliari;

VVD - vigili volontari discontinui;

VVP - vigili del fuoco in servizio permanente.

I vigili volontari ausiliari rappresentavano una categoria costituita dai militari di leva incorporati nel CNVVF detti "ausiliari".[25] Attualmente risulta essere inoperativa, poiché le chiamate al servizio militare di leva in Italia sono state sospese e limitate a particolari circostanze.[26]

I vigili volontari discontinui, invece, sono distinti in due diverse categorie di appartenenza:

1) personale congedato dopo aver prestato il servizio militare di leva in Italia che hanno offerto la propria disponibilità a proseguire il rapporto con il corpo;

2) cittadini volontari che hanno seguito un corso specifico, presso i comandi di appartenenza, con esito favorevole (i cosiddetti "vigili del fuoco volontari").

Il personale di leva congedato percepisce una retribuzione alla stregua dei permanenti, anche se è essenzialmente impiegato solo come figure di sostegno come, un tempo, lo erano i militari di leva, e prestano servizio o presso i comandi provinciali e i rispettivi distaccamenti; tale personale sarà tuttavia collocato a riposo al 45º anno di età. I volontari invece prestano servizio presso specifici distaccamenti volontari. In ogni caso, i discontinui possono essere richiamati in servizio per 20 giorni, fino ad un massimo di 8 richiami all'anno. Quando sono in servizio svolgono tutte le funzioni come un vigile del fuoco permanente; i volontari, invece, essendo loro in sostanziale autogestione, ricoprono tutti ruoli tipici dei permanenti (a partire dal vigile semplice fino al funzionario di rango più elevato).[27] Tuttavia i volontari hanno diritto alla retribuzione esclusivamente se si verifica l'evento che determina il loro intervento, ed è su base oraria.

I vigili del fuoco in servizio permanente sono invece tali dopo aver superato un concorso pubblico, per titoli ed esami, bandito dal Ministero dell'interno. A loro volta, sono suddivisi in: VF, VQ, VE, VC (vigile del fuoco, vigile qualificato, vigile esperto, vigile coordinatore).

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